A Youth in Action Seminar

Si è svolto dal 5 al 13 giugno, a Dilijan in Armenia, il seminario europeo “Crossroad exclusion and gender”. Al seminario hanno partecipato circa 30 persone provenienti da: Armenia, Ucraina, Bielorussia, Lituania, Estonia, Georgia, Repubblica Ceca, Olanda, Germania, Spagna e Italia.

Vicolocorto International Seminar June 2014 ArmeniaLe discriminazioni di genere sono un problema che colpisce la vita delle giovani donne europee, discriminate in vari ambiti: dal lavoro, alla salute, all’istruzione, alle condizioni economiche e sociali. Ecco perché giovani volontari e lavoratori presso Ong e Associazioni si sono incontrati per discutere sul problema, studiare la situazione in Europa, scambiarsi buone pratiche e redigere progetti per migliorare concretamente la situazione.

Il metodo adottato durante il seminario è quello dell’educazione non formale, con sessioni di lavoro in gruppo in cui il sapere viene condiviso e ci si confronta sui vari temi da affrontare.Molte sono state le simulazioni tra cui una sorta di gioco di ruolo sull’immigrazione, in cui i partecipanti erano o migranti alle prese con la burocrazia, o personale sanitario dei centri per l’impiego, della polizia e delle amministrazioni, che devono gestire le richieste d’asilo e i permessi di soggiorno. Altre attività hanno riguardato il tema delle discriminazioni di persone portatrici di handicap, e LGBT, ma il focus è rimasto sulle esclusioni legate al genere.

I partecipanti hanno avuto modo, oltre che di confrontarsi tra loro, scambiandosi statistiche ed esperienze, anche di conoscere direttamente la situazione armena legata alla disparità di genere e all’omo-transfobia. Un pomeriggio è stato dedicato alla conoscenza della popolazione di Dilijan, che ha aperto le sue porte al gruppo di partecipanti europei, si è lasciata intervistare e ha raccontato la propria opinione su quali sono i ruoli dell’uomo e della donna nella società armena e come i giovani vivono la situazione. Molto interessante è stata la visita nella capitale Yerevan degli uffici di due associazioni: Women Resources center, attivo contro la violenza sulle donne e Pink Organization (pinkarmenia.org), attiva nel riconoscimento dei diritti LGBT, nell’educazione sessuale e riconoscimento dei diritti umani.

Vicolocorto International Seminar June 2014 Armenia

La volontaria del Women Resources center ha illustrato una situazione molto difficile per le donne armene, relegate nel loro ruolo di mogli e madri, a cui è reso difficile poter lavorare e rendersi indipendenti, e spesso vittime di violenze domestiche. Il governo è coinvolto da dieci anni nelle problematiche dell’equità di genere ma è osteggiato nella sua attività da lobby fasciste, nazionaliste e pro-Russia. Il concetto che cambiando la tradizione e la società patriarcale si distrugga l’identità armena, concetto quasi sacro da preservare dopo la tragedia del genocidio, fa sì che sia molto difficile evolvere la situazione e migliorare la condizione di donne, gay, lesbiche e transessuali nel paese. Attualmente non c’è una legge contro le violenze domestiche e si sta discutendo su una legge che impedisca ai medici di rivelare in gravidanza il sesso del bambino, questo per limitare la piaga degli aborti selettivi di femmine. Il numero di aborti praticati sia legalmente che non in Armenia è molto alto, e non c’è educazione sessuale o non è corretta e superficiale.

La Pink Organization si occupa di difendere i diritti di gay, lesbiche e trans, ma attualmente ha dovuto ridimensionare molto il proprio ruolo per garantire l’incolumità dei manifestanti che sono stati spesso attaccati da gruppi nazisti. L’associazione è in collegamento con altre nel Caucaso e le battaglie per supportare i diritti LGBT si collegano a quelle per i diritti delle donne ed i diritti umani in generale.
Al termine del seminario si sono fatte delle proposte progettuali che riguardano i singoli partecipanti nel loro specifico campo lavorativo, creando partnership e motivandosi ad andare avanti, a scambiarsi informazioni e suggerimenti, a creare eventi comuni.

Come partecipante italiana posso testimoniare che questo genere di seminari ha un impatto molto positivo sulla popolazione locale, lo scambio reciproco avviene alla pari e crea un clima molto motivante e collaborativo. Capire qual è la situazione in altri paesi europei riguardo all’equità di genere e aver modo di ascoltare testimonianze dirette fa sì che si comprenda meglio il fenomeno e ci si impegni, ognuno nel proprio campo, per migliorare le cose. Punto fondamentale è riconoscere il problema dell’equità di genere e delle discriminazioni come un tema che riguarda i diritti fondamentali dell’uomo. Creare reti, condividere esperienze e soprattutto dimostrare che il tema dei diritti sta a cuore a molti, facendo sentire la propria voce è uno dei risultati di questo seminario.

Luisa

 

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