Pesaro e il nostro Futuro

Guardandosi indietro penso di poter assolutamente dire che una buona parte di giovani, ora trentenni, adolescenti tra la fine degli anni 90 e il principio del nuovo millennio, abbiano ricevuto una formazione focalizzata verso quello che si dice “partecipazione”. Se mi rivedo sedicenne, studente non tanto volenteroso all’Istituto Tecnico Agrario di Pesaro, capisco già che vedevo e non capivo quella che poteva essere la mia strada. Dalle assemblee studentesche alla partecipazione attiva a tutte (o quasi) le attività delle politiche giovanili provinciali. Spesso anche la semplice scusa di perdere un paio di ore di lezione diventava un momento formativo per il mio futuro.

Capire come si lavora in gruppo, mettere in pratica le noiosissime lezioni di grammatica inglese. Imparare una nuova lingua ed avere a che fare con la tecnologia che fino a quel momento, nella scuola, era utopia.

Eravamo sedicenni annoiati che al suon di “a Pesaro non c’è mai niente da fare” hanno trovato lo spirito aggregativo di cambiare le cose. Di sentirsi dire “No” ma anche sentirsi dare fiducia. Spesso inciampando ma pur sempre vincendo.

Piccole scappatoie quotidiane, crearsi la festa fino a crearsi un lavoro. Qualcosa di cui l’adolescente “io” non pensava assolutamente.

Risulta difficile pensare al futuro di Pesaro se non si pensa al nostro futuro nel passato. Così nacque Zoe, Vicolocorto, Periferica ecc. Avevamo in mente un futuro modellato sulle nostre esigenze, il nostro futuro collettivo, le nostre passioni che si estendono nel tempo e nello spazio. Fornire gli strumenti per rendere migliore il futuro dei giovani, per dargli una opportunità di scelta. Per capire che lamentarsi fa rimanere immobili e ti oscura il futuro. Fare ed agire lo rende più chiaro e decisamente più fruibile.

Ciò su cui dovremo continuare a batterci, noi futuribili pesaresi, sarà sempre la tecnica cui coi guardare il futuro, essere prudenti e mai smettere di sognare il nostro futuro.

D’altronde, Pesaro, è una città rinchiusa tra due colli ma abbiamo una delle reti di piste ciclabili più ampia d’Italia: la Bicipolitana!

Francesco

arnaldo-pomodoro-schizzi-per-lallestimento-della-sfera-grande-nel-piazzale-della-farnesina-1968-maxxi-archivio-enrico-del-debbio-foto-di-giorgio-benni
Arnaldo Pomodoro, schizzi per l’allestimento della Sfera Grande nel piazzale della Farnesina (Roma) – 1968
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