Monthly Archives: February 2017

La fortezza di Gradara

L’associazione Vicolocorto ha organizzato un cultural tour per noi mercoledi scorso. La nostra „guida turistica” é stato Marco Roscetti, il famoso storico (locale) pesarese.

Meta del nostro tour é stato il castello di Gradara. Aspettavo il viaggio da un sacco di tempo, perché uno dei miei hobby é leggere libri di storia. Mi piace tanto il medioevo, infatti ho scritto un libro sulla storia del mio paesino. 🙂

Mentre andavamo a Gradara, Marco raccontava della storia delle Marche, soprattutto di Gradara e Pesaro.

Quindi siamo arrivati e siamo rimasti meravigliati – la fortezza é bellissima e grossa. Ho immaginato i cavalieri quando fanno una ronda sulle mura per diffendere la cittá e il castello.

Essendo mercoledi,  siamo stati gli unici a visitare il castello. La prima cosa che abbiamo visitato é stata „la stanza delle torture”, é tremendo quello che possono fare le persone ad altre persone.

Dopo abbiamo continuato il nostro giro nella residenza del Signore, dove la guida turistica ci ha raccontato la storia di Paolo e Francesca, narrata da Dante nella Divina Commedia.

La vista dal castello é stata favolosa, spero di ritornarci!

gradara

Csanad

50 shades of cultures!

“Festa dei Popoli” – un progetto al Parco Miralfiore di Pesaro, che ha una lunga tradizione. Quest’anno sarà la quindicesima riunione di vari paesi e culture (per esempio rumeno, albanese, marocchino etc.) che si incontrano per superare la paura delle differenze. Come ogni anno l’ingresso è gratuito. Noi abbiamo avuto la possibilità di intervistare la presidente dell’organizzazione Claudia Moschini.

  • Può presentare la vostra organizzazione?

C’è una differenza tra associazione e “Festa dei Popoli”. Centro Interculturale per la Pace non è un’associazione ma è un progetto che contiene e coordina tutti i progetti. “Festa dei Popoli” è uno dei progetti che nasce dall’idea di un prete missionario comboniano 14 anni fa. Lui veniva dall’Africa ed era molto sensibile ai temi dell’immigrazione e dell’intercultura e ha iniziato a parlare con immigrati locali per fare questa festa, che all’inizio era molto piccola. Da 3 anni questa idea è diventata un’associazione di volontariato, quest’anno 4. Ha come desiderio quello di portare a Pesaro una società interculturale.

  • Perché la “Festa dei Popoli” esiste? Qual è stata la motivazione per iniziare e continuare questa festa?

Un po’ ho già detto, esiste per il desiderio di far incontrare cittadini italiani e cittadini stranieri e soprattutto dimostrare ai pesaresi che non la pensano cosi che è possibile vivere insieme. Questo è molto difficile perché molto spesso le persone straniere hanno più il desiderio di stare tra loro. Perché come straniero ti fa sentire meglio incontrare persone della tua cultura, ma è più un desiderio nostro, di italiani, fare questo mix è costruire relazioni.

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  • E’ cambiato qualcosa tra la prima e le ultime feste?

La prima festa dei popoli è stata nel 2003. Era una cosa più piccola, più semplice da organizzare e molto legata al mondo cattolico. C’erano solo la comunità italiana, brasiliana, peruviana ed argentina. Era una novità e quindi era bello. Adesso non è più legato alla religione, c’è un link ma ora è legato al comune. Abbiamo aperto a tutti quelli che vogliono partecipare. Abbiamo anche comunità dell’Africa, Senegal, Nigeria, Congo.

  • Può dire di più degli altri progetti?

La “Festa dei Popoli” è uno dei progetti del Centro Interculturale per la Pace che ha un piccolo budget ogni anno, che vengono proposti da associazioni e cittadini. I progetti sono molto diversi tra loro però hanno tutti alcuni criteri comuni: sono rivolti a cittadini italiani e stranieri, non può essere solo per italiani o solo per stranieri e deve essere gratuito. Alcuni progetti sono progetti che facciamo da molto tempo: festa dei popoli, laboratori di danza, sportello di ascolto psicologico.

Grazie mille per la sua pazienza e buona fortuna per il futuro! 🙂

Aida e Linh

VOCE DEL VERBO “TO SHARE”: il nostro TC a Vilnius, Lituania

Cercavo da tempo un training o uno scambio Erasmus+, e quando un’amica mi ha indicato la call del Mentor’s Lab sul sito di Vicolocorto, ho applicato senza esitazioni. Aver avuto la possibilità di scoprire un paese baltico grazie ad un corso europeo è stato un privilegio per me, oltre a rivelarsi una grande occasione di incontro e formazione. Sono un’insegnante e collaboro come camp leader con un’associazione di Parma: l’approfondimento sulle tematiche del mentoring è stato davvero produttivo, ma l’effetto benefico del training credo sia un altro, molto più importante e terapeutico, ovvero lo sviluppo personale.

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Ho scoperto i Balcani grazie a nuovi amici provenienti da quest’area geografica a me ancora sconosciuta; ho alloggiato in un grande ostello colorato con ragazzi provenienti da 12 nazioni europee; ho parlato inglese migliorando le mie competenze linguistiche e scoprendomi più fluente che mai; ho assaggiato cibo proveniente da ogni parte d’Europa; ho scherzato con questi giovani come se ci conoscessimo da sempre; ho creato una nuova rete di contatti e di amicizie; ho camminato serena in mezzo alla neve lituana; ho fatto festa e lavorato sodo. Ecco, questo è il potere di un training Erasmus+, diventare grandi, più professionali e cittadini d’Europa in una full immersion di una settimana. Lo consiglio? Sì, e ne farei altri 100! La chiave di tutto, ne sono convinta, risiede nel verbo TO SHARE, condividere: condividere tempo, spazi, idee, conoscenze, culture, lingue, momenti, risate.

Valentina

La settimana trascorsa a Vilnius per il training course MENTOR’S LAB è stata intensa e piena di emozioni. Ho imparato nuovi metodi di mentoring, tema da cui sono sempre stata affascinata e che ora conosco molto meglio, e ho condiviso con gli altri partecipanti attività e metodi già che conoscevo.

Il momento che più mi ha fatto maturare è stato quando siamo stati divisi in gruppi e ognuno di questi doveva organizzare una sessione per gli altri partecipanti e per i volontari dell’associazione sulla tematica assegnata: il conflict’s management nel caso del mio gruppo. Lavorare con loro, organizzare energizers, giochi e discussioni di riflessione rispettando i tempi, non è stato semplice perché ognuno aveva proposte diverse, ma il bello è stato proprio accordarsi e costruire la sessione con le idee di ciascuno di noi… Alla fine tutti si sono divertiti e sono rimasti soddisfatti del nostro lavoro!

Sono molto cresciuta anche a livello umano, facendo amicizia con giovani di altri paesi, scoprendo cibi e tradizioni diverse dalle mie, parole in lingue che prima mi sembravano impossibili da parlare.

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Come in ogni progetto, inoltre, non si da solo importanza agli insegnamenti, ma anche e soprattutto al divertimento, all’educazione non formale che crea sempre un clima di serenità e collaborazione, alle emozioni all’inizio, durante e alla fine di una giornata… Ad esempio in questo training ci veniva chiesto regolarmente di associare il nostro stato d’animo ad un colore da collocare in una linea che rappresentava il nostro livello di energie.

Ricorderò sempre questa settimana e le passeggiate con gli altri partecipanti nelle strade di Vilnius imbiancate di neve!

Ringrazio Vicolocorto per questa grande opportunità che mi ha dato e consiglio a tutti di partire per qualche progetto Erasmus+… E’ un tipo di esperienza formativa, divertente e indimenticabile!

Prisca

vicolocorto