La mia esperienza in Estonia (non solo patate)

Un progetto a lungo termine SVE è una delle esperienze di vita più formative che l’Unione Europea regala ai suoi giovani. Oltre al fattore del viaggio, che ti mette in contatto con persone, lingue e culture diverse, lo SVE ti permette di metterti in gioco e di sviluppare o scoprire le tue capacità, le tue passioni, i tuoi sogni. Circa sei mesi fa sono arrivato a Paide, una cittadina nel cuore dell’Estonia, dove svolgo il mio servizio di volontariato tra centro giovani, asili, licei ed eventi mondani. La vera peculiarità dello SVE è che il tipo di esperienza che vivi è totalmente up to you.

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Dall’Italia all’Estonia la distanza non è solo in chilometri, appena arrivato ho dovuto fare i conti con una realtà completamente nuova e parecchio differente da quello a cui ero sempre stato abituato. Fin da subito mi sono impegnato a creare contatti ovunque, mi sono spostato ogni volta che ne avevo l’occasione e ho abbracciato l’ideologia dello yes-man. Perché essere un volontario non significa solo poter decidere cosa non fare, ma anche darsi la possibilità di fare un sacco di cose “a caso”. Ora posso dire che la mia formula ha funzionato con estremo successo. Non ricordo l’ultima volta in cui mi sono sentito annoiato. Il centro giovani è diventato la mia seconda casa, dove passo il mio tempo libero, e tengo alcune attività settimanali (corso di italiano, giocoleria, chitarra, cucina) alternate al mio assiduo assedio della stanza adibita a sala prove. Qui tengo diverse attività musicali, tra cui le prove con una band che ho formato con amici.

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Quasi ogni settimana passo una giornata in altri centri (giovani, ricreativi, psichiatrici) e prendo spesso parte a eventi mondani o progetti (ultimamente sto preparando spettacoli di giocoleria e musicali al cinema tra primo e secondo tempo e al supermercato durante l’ora di punta). Proprio in questi giorni sono impegnato nella stesura di un mio personale progetto, che vede coinvolti sette volontari SVE provenienti da diverse realtà di volontariato, consistente nella formazione di una band interculturale impegnata in un tour di una settimana in giro per il paese. In settimana sono sempre in bici, tra un progetto e l’altro,  e il weekend sempre in pullman, da una città a un’altra. Non solo lo Sve ti da la possibilità di viaggiare molto, ma soprattutto ti mette in contatto con le persone giuste per farlo.

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Sono solo a metà della mia esperienza e già mi sembra impossibile pensare alla mia vita se non esattamente qui dove sono, con la mia libertà e le mie idee che prendono forma.

Riccardo

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