Servizio Volontario Europeo (EVS)

Che cosa fa una portoghese in Italia?

Ciao. Mi chiamo Paula e vengo dal Portogallo. Ho 26 anni e una laurea in Graphic Design. Sono qui come volontaria di un progetto europeo che si chiama SVE (Servizio Volontario Europeo).

Ho trovato questo progetto grazie all’associazione dove faccio volontariato in Portogallo. Questa associazione si chiama SOPRO e ha molti progetti internazionali, e questo ne faceva parte.

Dopo un incontro con la responsabile per i progetti internazionali ho fatto il mio CV e anche una lettera di motivazione, che spiegava le ragioni che mi hanno spinto a partecipare al progetto. In questa lettera di motivazione, mi sono presentata e ho parlato della mia esperienza di vita e lavoro. Ho anche raccontato quello che aspettavo di questo progetto e quali sono le sfide che voglio affrontare.
Dopo aver inviato il CV e la lettera di motivazione all’associazione che coordina questo progetto in Italia, il Vicolocorto la cui sede si trova a Pesaro, sono stata chiamata per un colloquio tramite Skype. Questo colloquio è servito sia a me che all’associazione per conoscerci più a fondo ed è stata l’occasione per sapere di che cosa mi sarei occupata durante questa esperienza.
Dopo pochi giorni, ho ricevuto una risposta positiva dall’associazione.
Ho partecipato ad un altro incontro con la mia associazione del Portogallo dove abbiamo parlato del viaggio e anche dei miei diritti e doveri.

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E così, ho iniziato il viaggio per l’Italia, precisamente a Senigallia.
Quando sono arrivata a Senigallia, ho conosciuto i miei colleghi di casa e anche di lavoro. Siamo quattro volontari che vivono insieme.
Siamo due ragazzi e due ragazze. I ragazzi lavorano al Centro Olimpico Tennistavolo, mentre io e l’altra ragazza lavoriamo al Centro Interculturale Le Rondini.
Questo Centro si occupa di mamme e bambini stranieri. Per le mamme facciamo corsi di cucito, italiano e informatica, con i bambini invece li aiutiamo con i compiti e facciamo altre attività, come laboratorio d’inglese e giochi vari.
Il mio primo incontro con questa associazione è stato un po’ strano perché non mi aspettavo di lavorare con bambini così piccoli, ma avevamo qualcosa in comune, entrambi non parlavamo italiano.

Le prime settimane sono state un po’ difficili perché non parlavamo e capivamo bene l’italiano e anche i bambini non parlavano inglese, però in queste settimane abbiamo fatto compiti di matematica e inglese, mentre studiavamo l’italiano tutti il lunedì con la responsabile di questo progetto e martedì con le mamme che vengono all’associazione per il corso di italiano.
Posso dire che dopo un mese siamo state pienamente integrate nell’associazione e coinvolte attivamente in tutte le attività.
Qui abbiamo trovato sempre persone molto gentili e sempre pronte ad aiutare anche se non parlano bene l’inglese.
Questa esperienza in Italia è stata molto interessante per imparare un’altra lingua, per lavorare fuori della mia area di studio e anche per conoscere altre culture e realtà.

Paula

 

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