Category Archives: Eventi locali / Local events

L’arte è tornata a vivere agli Orti Giuli con lo ZOE Microfestival

Artisti, musicisti e associazioni fanno diventare il giardino un spazio di divertimento e riflessione per tutte le età!

zoe4

Quando siamo entrati in questo bucolico giardino, nel pieno centro storico di Pesaro, abbiamo trovato un’atmosfera molto diversa rispetto a quella abituale. Se negli altri giorni gli Orti Giuli, costruiti nell’800 per Giulio Perticari, sono un luogo tranquillo e solitario, da mercoledì sera è diventato pieno di musica, risate e chiacchiere grazie al popolare Zoe Microfestival. Dall’ingresso iniziava un percorso tra varie esposizioni, dedicate ciascuna a diverse interpretazioni dell’arte visiva: fotografia, disegni, pittura, etc. La magia che queste esposizioni hanno in comune consiste in una semplicità nell’originalità: ad  esempio mi ha colpito in una di queste la presenza di tre fori in un cartoncino nero, che occultavano ognuno una foto diversa. ciascuno riesce a costruirsi la sua immagine in base al proprio occhio: quindi il ricevente non solo vede, ma arriva anche alla propria conclusione.

I colori degli stand delle associazioni nelle scale di sotto attiravano molta gente che arrivava ai concerti con la luce del tramonto. Essendo l’inclusione il tema centrale, attraverso giochi e divertimenti i visitatori erano spinti a riflettere su stereotipi dell’Africa, dei generi sessuali o dello sport. L’ente “l’Africa Chiama” invitava a conoscere le diverse identità africane con una mappa sui pregiudizi, “Percorso Donna” proponeva di farsi una foto con degli oggetti connessi tradizionalmente con le donne e permettendo così di ridere di se stessi, e con la “Palla Rotonda“ potevi metterti nella pelle delle persone non vedenti, provando a  fare un percorso con trappole mentre andavi in giro con gli occhi chiusi.

Anche i bambini potevano trovare il loro divertimento, provando a “uccidere” con una balestra le note di una canzone di Rossini disegnate su un cartellone degli stand di “Totem”, il centro di aggregazione giovanile di Pesaro. Là, con un cappello tipo Guglielmo Tell, i più bravi colpivano le note del famoso compositore con un’arma di legno. Ma l’arcobaleno dei “Servizi Prima Accoglienza” era forse una delle maniere più carine per far conoscere una dura realtà, quella dei senza tetto. Con una canna da pesca i piccoli pescavano degli obiettivi di questa categoria, che possono essere trovare un lavoro, la felicità o la famiglia, e anche i loro ostacoli, come la solitudine, la dipendenza dall’alcol o la paura della routine.

Nel percorso di salita ai palchi e nell’attico, dove si concentravano musica, bevande e piadine, c’erano anche dei messaggi positivi, con una bambola che invitava a scrivere “cosa ti piace di te” e condividerlo con tutti mettendo le tue caratteristiche positive in un barattolo.

zoe2

Arrivata la notte, con il cambio dei tipi di musica cambiava anche il tipo di spettatori. Le famiglie hanno cominciato ad andare via e i giovani sono arrivati per godere del suono “sotner” di “El Cabron” (Pesaro), lo stile “low-fi” di “Lomax” (Modena) o il postgrunge di “Tribunale Obhal” (Marotta).  Il ritmo ha invaso tutto lo spazio, pieno di corpi in movimento fin dopo mezzanotte.

E’ stata una bella serata che si ripeterà ogni giorno fino a domenica con nuovi concerti e più divertimenti, in un festival dove la cosa più importante per gli artisti non è guadagnare soldi, ma portarsi a casa delle esperienze che aiutano a crescere come persone.

Maria

Different weekend for Fiesta Globàl

We arrived in Fattoria della Legalità (Isola del Piano, PU) Saturday afternoon at 2 pm, and just after leaving the car we could enjoy the picturesque view that there would have been there for the next two days.

Fattoria della Legalità is a house taken from the mafia and now it’s used by the Town Hall and the people for social and cultural activities in order to keep the freedom and to do something useful for society. The town major, a very gentle and kind person, explained us a bit about Isola del Piano history as the first biological farm area in Italy and how the Fattoria della Legalità developed as a social site, after the mafia man who owned the place until twelve years ago.

18817673_10213495109117280_978907615_o

All of us, as the group of the Vicolocorto’s EVS, we were there for helping to organize the Fiesta Globàl, the street art festival that will take place in Montefabbri, from 21st to 23rd of July. In order to make the organization successful, first of all we got to know each other better, so we could easily cooperate with the organizers and local volunteers of the festival. Because of that we joined two workshops on the arrival day, one about experimental theater, and the other one, after dinner, about playing djembe.

The djembe session was so successful and funny that some of us continued playing until it was  really time to go to bed.

We all slept in a non-common way: in a camper, in a tent under the stars, on the floor, in a car… But we managed to get up full of energy! So on Sunday we started with a nice breakfast in the middle of those beautiful mountains, some of us had a nice walk and came back with a bag made of leaves plenty of wild cherries (which we are still wondering if there were cherries or not, but that weren’t toxic and tasted very good!). After eating a real Italian pasta meal and “crostata” as dessert, we had the main meeting for preparing the festival.

The whole group, more or less twenty people, discussed about many different important aspects for the organization of the Fiesta Globàl: the prize of the ticket, the decoration of the entrance, the logistic of the events, how to do the promotion, and which extra activities would be nice for the festival audience. It was long enough for realizing how the event will be and, moreover, how important it is to meet the people with who you will collaborate before starting to. And that’s the value of the art labs and the meals that we shared before organizing meeting, because only after that we felt free and we were able to show to the others our opinions and our ideas to enrich the festival.

We went back home with some things to do on our own for the festival, but with a lot of new memories and friends that we hope we will meet again!

Maria

L’altra faccia del “Ritrovo dei Viaggiatori”

“Magari andiamo tutti a fare l’aperitivo?” Era la prima domanda che mi facevano in italiano e non poteva essere più giusta! Non perché mi piace la dolce vita –anche –, era per il bell’ambiente che si sentiva in quel primo incontro del “Ritrovo dei Viaggiatori” alla Biblioteca San Giovanni di Pesaro. Tutta la gente che era là era abbastanza motivata di imparare l’inglese, l’obiettivo principale dell’attività, e il mio lavoro, che non è altro che fare fluire la conversazione, è stato in tutti gli incontri abbastanza facile e divertente. Parliamo delle nostre esperienze all’estero: dove sei andata per vacanza l’anno scorso, dove vuoi andare questo Ferragosto, che cosa si mangia nel tuo paese, come è il caffè li. La risposta a quest’ultima domanda è “pessimo sempre fuori d’Italia” ovviamente, almeno per loro.

Finché la conversazione, che era solo una scusa per migliorare la lingua inglese, è diventata una maniera di fare nuovi amici e conoscere altre culture e altri modi di pensare e di vivere.

18493764_10208854241289118_334414842_o

Non bisogna dare molti dettagli sulle cose che succedono dopo il ritrovo, come l’andare all’aperitivo o a prendere un gelato. Per questo post basta dire che questa è l’altra faccia degli incontri, e che è una aiuto per noi, come stranieri, per trovare persone italiane e cominciare relazioni di amicizia attraverso cui imparare la lingua italiana. Ma anche per loro è una maniera diversa di incontrare altra gente della stessa età che altrimenti non hanno la possibilità di conoscere.

Sono arrivata a Pesaro un mese fa e questa riflessione rimane ancora nel mio pensiero. Perché la risposta della gente e così gentile in tutti i luoghi dove facciamo il progetto del Ritrovo. Magari loro la sentono così bella, non solo come uno scambio di lingua, ma anche come uno di cultura, un incontro interculturale, dove arricchire non la tasca, ma la mente.

Ah! Nel caso che qualcuno non mi crede, mi sono dimenticata di dirlo: ho già cucinato la tortilla spagnola, patata e cipolla e miracolosamente è piaciuta abbastanza (o questa è la cosa che mi hanno detto). Forse preparerò un’altra per il prossimo incontro, forse comincio a insegnare ai miei nuovi amici come cucinarla.

18492982_10208854243249167_1146516187_o

Non importa. La cosa veramente notevole, la conclusione, è che nella bilancia del tempo, socializzare con sconosciuti diventa un’abitudine per crescere come persona e anche come, in questo caso, cittadino europeo. Sia per coabitare con francesi, sia per partecipare agli incontri di conversazione in inglese con locali, una si sente più vicina agli italiani e ammira le conoscenze di quelle persone che, prima di trasferirsi in Italia, non avevano per lei né faccia né sentimenti, quindi non le importavano.

In questo momento, con l’aria di paura degli stranieri che si spande sul mondo, con la minaccia dell’odio verso gli sconosciuti attraverso di movimenti politici e sociali euroscettici, credo realmente che questa non sia un’idea da scordarsi. Non va dimenticata, almeno. Non per i giovani che riconoscono che Europa ha bisogno di cambiamenti, ma che tra la sua diversità sia ancora unita e possa diventare più umana.

Maria