Red Cross, Servizio Volontario Europeo (EVS), Vicolocorto

Viaggio in una casa di riposo

È stato uno dei momenti i più importanti del mio Servizio Volontario Europeo con la Croce Rossa.

Prima ho avuto questa intervista con il direttore della casa di riposo di Via Spada. Dovevamo discutere solo un quarto d’ora. Lui doveva rispondere a qualche domanda per arricchire la mia tesi universitaria. Invece, la nostra conversazione è durata più di un’ora. Mi ha semplicemente spiegato lo spirito che si deve adottare quando si lavora in una casa di riposo. È stata una discussione piena di passione e di sincerità. Perciò, mi ha convinto a venire a fare il volontario ogni lunedì con Maria della Croce Rossa, in divisa.

Ho provato a mettere in applicazione i principi che mi ha insegnato. Le competenze tecniche sono importantissime ma non bastano affatto.

Si deve essere umano quando si cura di un anziano. L’umanità non si impara nei libri, neanche all’università. È un principio che si trova in noi stessi ovvero nei nostri cuori. Quando si cura di un anziano, non basta solo farlo camminare, mangiare o prendere le medicine. Ci vuole dell’amore, rispetto dell’altro. Si deve creare una relazione di fiducia altrimenti la cura dell’anziano andrà male. Ecco perché la presenza delle suore nella casa di riposo è indispensabile. Sono il pilastro che trasmettere questi valori.

Questi principi sono molto belli però sono difficili da mettere in pratica. In quanto volontario, mi confrontavo direttamente agli anziani. Nel 95% dei casi, contrariamente ai pregiudizi popolari, sono gentilissimi. Cantano, chiacchierano, giocano, camminano, ballano (per coloro che possono). A loro piacciono molto i giovani che vengono ad aiutarli. La nostra presenza è sufficiente per renderli felici. In effetti, si capisce perché,  la maggioranza di loro si sente abbandonati, nella solitudine della fine di vita. Rappresentiamo un po’ di speranza, una luce, una rottura positiva nella loro vita quotidiana. Non è bello svegliarsi la mattina per dare un po’ di felicità agli esseri umani? È un sentimento molto gradevole.

Talvolta, ho dovuto confrontarmi con casi più difficili. È capitato che qualche anziano non si sentiva così bene, sono malati, hanno un mal di testa, oppure sono frustrati, le ragione sono parecchie. Di fronte a questi casi, i principi di umanità diventano molto importanti da mettere in pratica. Ho imparato ad essere paziente, ad ascoltare quello che l’anziano dice o esprime (perché ci sono alcuni che fanno fatica a parlare). Andare in panico oppure arrabbiarsi non risolve il problema.

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Insomma, quest’esperienza mi ha permesso di imparare quello non avrei mai potuto imparare all’università. Sono dei principi di umanità, di pazienza, di cordialità che mi hanno permesso di migliorarmi in quanto persona ma anche di aiutare gli altri. A me piace questo spirito. Ecco perché ringrazio Giorgio Benvenuti e Maria Redessao della Croce Rossa, il direttore della Casa di Risposo, tutte le suore e i dipendenti che fanno un lavoro notevole per mantenere in vita questi spettacolari esseri umani che sono gli anziani. Mi fa davvero piacere che queste persone esistano perché mi dico che, nel futuro, quando sarò anziano, sarò trattato come un essere umano e non come un vecchio mezzo-morto.

Sami

 

 

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1 thought on “Viaggio in una casa di riposo”

  1. Bellissima testimonianza Sami, hai colto tanti aspetti che sfuggono ai più.
    Torna presto, la tua presenza sarà sempre un regalo prezioso per chi è qua!

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