Dear Diary… I’m Nayra!

Dear Diary,1

It starts my experience in Pesaro. I leave on stand by a life in Barcelona to introduce me on one of the experiences that I hope will be the most enriching of my life. I bring a backpack full of illusions, hope, fears, expectations, ideas and motivation.

I’ve only been in Pesaro for 35 hours and I love it, from what I have been able to perceive it is a very cozy and quiet city. It is cold but I can live with that, I haven’t tasted typical Italian food yet but I still have 9 months to delight with its gastronomy. Pesaro has everything  you need to live and, above all things, it has sea! Italian is charming, cheerful and dynamic: I look forward to learnig it! I’ve noticed that is not only similar to Spanish, so it’s to Catalan! So that could help me learn. The people who I’ve had the opportunity to meet have been very friendy and cordial, so Pesaro is far from being a place that I want to leave.

I hope to get to know people, places, food, languages, infinite variety of habits, soak in multiculturalism, give the best from me and be useful. My idea is that things happen for a reason, that they don’t arrive to yourself without a purpose, so there is some reason that I still have to discover that explains why it’s been possible for me to live what I have to live. I have opened my senses, expectant and conscious ready to be stimulated, so let’s go EVS! Let’s discover how this story continues…

Nayra

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Ciao Pesaro!

Ciao! My name is Léa, I’m 25 years old and I’m from Nice, in France. I’ve been here for three days now, and even if I don’t know what the future holds, I feel that I’m on the right tracks.

To understand why I’m here, let’s fast rewind to March 2017. I had been living in Montreal for almost 3 years, where I had a quite happy and steady life. I was working in a communication agency that hired me right after my Master, I had a great group of friends, and I even managed to survive two canadian winters!

Somehow, what seemed like a perfect life for a couple of years just didn’t anymore. I was missing the adrenaline of new projects, and in a way, I felt stuck. At 25, I had to make a decision: either to keep going this way, working on my career and getting settled in Canada, or to take a turn. As you probably guessed, the second option won.

After processing this decision, I had to figure out what to do. In a moment of despare (or intuition?) I literally searched on Google “How to travel without money?”, and surprisingly, I landed on a great blog post giving multiple ideas, presenting different international programs and solutions. One of them was the EVS program.

After more research, I realized that this program was exactly what I was looking for : something new that I never did before, a way to make myself useful and stay active, and an opportunity to visit and learn the language of a new country. Plus, I really missed Europe!

Everything went fast after this, I gave my resignation and left Canada in August. I started searching for EVS projects and applied to the ones I found most interesting (I was looking for a project with youngsters, that could also be related somehow to communication, which was my field of experience). Vicolocorto contacted me in December and here I am!

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To me, these 10 months in Pesaro are an opportunity to reflect on what I want for the future. I also have some short-term goals that I hope to achieve: learning italian, developing my skills with video-making and drawing, learning how to play guitar, and visiting 10 cities I don’t know. But for now, it’s time to get to know Vicolocorto, the different tasks we have and the others volunteers that work and live with me!

Léa

Vicolocorto va all’Università di Urbino!

Il “Career Day” si è svolto il 16 Novembre 2017 a Urbino presso l’Università degli Studi “Carlo Bo”. Si tratta di un evento annuale e il suo scopo è quello di far conoscere agli studenti dell’Università di Urbino (quindi a ragazzi dai venti ai trenta anni di età) tutte le possibilità lavorative, di formazione, di tirocinio e anche di volontariato che possono fare dopo il conseguimento della laurea. Durante questi due giorni, l’Università di Urbino ospita aziende, associazioni ed enti che offrono opportunità lavorative e non lavorative agli studenti.

Quest’anno Vicolocorto è stato invitato a parlare dell’esperienza di Volontariato Europeo durante il seminario “Opportunità di studio e lavoro all’estero”, organizzato dall’Ufficio Relazioni Internazionali e coordinato dal prof. associato Balduini, durante il quale sono intervenuti il responsabile Ufficio Relazioni Internazionali Fabrizio Maci, la referente SVE dell’ass. Vicolocorto Carolina Tenti e la referente Eures per la provincia di Pesaro e Urbino Sabina Carrozzo; nella fattispecie, Carolina Tenti e Sabina Carrozzo operano insieme un percorso informativo all’interno di scuole ed Università, in quanto la proposta di Servizio Volontario Europeo è un ottimo modo di fare esperienza e sviluppare abilità che poi potrebbero essere richiesti come requisiti nella ricerca di lavoro all’estero attraverso il portale di mobilità Eures, quindi sono entrambe proposte di mobilità giovanile. In più, l’ass. Vicolocorto condivide con Eures di Pesaro anche la sede, in quanto fisicamente entrambi gli uffici sono collocati all’interno del Centro per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione (CIOF), per un maggiore coordinamento e lavoro comune.

Abbiamo intervistato Carolina, la tutor EVS di Vicolocorto, che ha risposto ad alcune delle nostre domande sull’evento.

Vicolocorto ha lo stesso scopo della maggioranza delle associazioni presenti al “Career Day”?

Vicolocorto è un po’ un outsider al Career Day, perché noi non offriamo lavoro ovviamente, ma offriamo comunque delle opportunità. Ha lo stesso scopo nel senso che offriamo possibilità ai giovani dopo la loro laurea, però non siamo conosciuti come la realtà di un’azienda che offre lavoro, quindi diciamo che “Career Day” significa “giornata della carriera” e che noi non offriamo lavoro, ma possiamo comunque offrire delle opportunità per il futuro.

Perché è così importante che Vicolocorto partecipi a questo evento?

Perché abbiamo la possibilità innanzitutto di far conoscere una realtà di educazione non formale all’interno di un ambiente che lavora quasi esclusivamente con l’educazione formale, ovvero un percorso universitario accademico. Io mi sono ritrovata a parlare durante un seminario dove intervenivamo in cinque dei quali io ero l’unica persona giovane e l’unica persona che non era un insegnante. Gli altri erano tutti professori che parlavano di Erasmus e lavoro; io parlavo di opportunità all’estero di volontariato. Quindi sono riuscita a far conoscere una realtà differente da quello di cui, di solito, si parla all’interno dell’università. Perciò, entrare all’università e parlare di SVE, corsi di formazione, educazione non formale, mobilità giovanile è un risultato, perché finalmente anche i professori e gli stessi studenti si rendono conto che esiste anche questa realtà, oltre all’Erasmus, all’Erasmus Mundus o al  tirocinio universitario.

Secondo te, di cosa hanno più bisogno questi studenti?

La descrizione dello SVE ha riscosso un gran successo perché ancora lo conoscono in pochi, tantomeno i professori. Ci sono state tante domande e tanto interesse. Anche alla fine del seminario, che è durato un’ora e mezzo, molti ragazzi sono venuti da me, fermandomi, dicendomi, chiedendomi… perchè è una realtà accessibile a tutti. Non c’è bisogno di grandi soldi, di determinati voti, non c’è bisogno di requisiti. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo questo è importante. Invece di uscire dall’università e avere delle offerte di lavoro, i giovani hanno bisogno di fare un’esperienza per acquisire le competenze infrasettoriali. Quindi è un argomento attraente, quello di un volontariato formativo all’estero, è una proposta accessibile.

Cosa pensi che gli studenti abbiano imparato?

Questa è una domanda difficile, nel senso che spesso ti trovi a raccontare come funzionano questi progetti. Poi ti approcciano e ti dicono “ok, quindi quanti anni devo avere per fare questa cosa?” e ti rendi conto che il messaggio passa in parte, cioè, alcune informazioni non vengono recepite o ascoltate durante un incontro formativo. Quindi sicuramente la cosa interessante è che andando in queste realtà, sia nella scuola che nell’università, fai passare un messaggio, poi chi lo vuole cogliere sa che esiste e ha tutti gli strumenti necessari per andare a ricercare oppure per contattare Vicolocorto o qualsiasi altra associazione che lavora con lo SVE.

Cosa ti è piaciuto di più di questo giorno? Qual è stata la cosa più notevole di questo giorno?

Essere chiamata Dottoressa perché in Italia quando ti laurei vieni chiamato dottore! Scherzi a parte, è stato interessante guidare per la prima volta un dibattito all’interno di un sistema universitario quindi essere dall’altra parte. Fino a qualche anno fa io ero nel pubblico e adesso invece essere la persona che dà delle possibilità e delle informazioni dall’altra parte è stimolante. In secondo luogo, è bello trovarsi insieme a professori rinomati con molti studi sulle spalle, e poi in realtà vedere che l’offerta che viene dalla ragazza giovane, dall’associazione che magari in confronto alla realtà universitaria non è nulla, attrae molto. Questo è stato interessante. In terza ed ultima istanza la reazione dei professori. Lo stupore di queste persone che lavorano nell’ufficio Erasmus, nell’ufficio Relazioni Internazionali dell’Università, e non sanno niente dello SVE, non sanno niente di questa piccola fetta di Erasmus+, che mi dicono ‘’Che bello! Non sapevo di questa opportunità, grazie mille di avercela fatta conoscere anche a noi’’. Penso che sia stata una soddisfazione abbastanza grande, è stata una giornata veramente interessante.

Secondo Carolina la partecipazione di Vicolocorto al “Career Day” è stata un successo. Molti giovani erano interessati a saperne di più sul volontariato all’estero. Poi i frutti, se qualcuno tornerà, ne parlerà, avrà capito materialmente l’importanza che può avere un’esperienza di questo genere, si vedranno in futuro. E quando quel giorno arriverà, sicuramente si, sarà un successo.

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Demi e Filipa